Coppa Italia Enduro #3 Pezzeda

Ci siamo, tutto è pronto per la terza tappa della Coppa Italia Enduro che si svolge a Pezzeda, in Valtrompia nel bresciano. Il Format di gara è decisamente alla francese, con risalite meccanizzate e discese lunghe, lunghissime, tra i quindici e gli oltre venti minuti, a seconda del “manico”. Il Gravity si presenta in grande spolvero, col Marco Tagliaferri che fa da capocordata, quei due gran manici del Simone Nicola e del Davide Troncati già in “fuorisoglia” prima ancora di partire, il cinghialone Vittorio Manini (con una “m” sola…) e Franz Selfy Holiday Savona; insomma un gruppetto ben assortito.

 

Il sabato mattina, alle 9.15, ci si trova tutti puntuali al piazzale della funivia, ma ahimè, sarà soltanto verso le 13 che riusciremo a fare la prima discesa!!!! L’interruttore di avviamento degli impianti è saltato, con gente rimasta fluttuante nel vuoto per oltre 40’ e ben due bici “zompate” giù da quei trabiccoli della seggiovia, causa sistemi di ancoraggio decisamente “rudimentali”. Vabbè…

 

La prima discesa, quella più lunga, ci mette subito sugli attenti: si parte già in “affanno”, complici i 40 minuti, praticamente tutti a spinta, necessari per raggiungere la partenza e i primi 400 metri di speciale TUTTI IN SALITA, su un rampone micidiale. Il fondo è abbastanza scivoloso, un flow alpino molto stretto in mezza costa e dentro al bosco, costellato qua e là di radici,  sassi viscidi come saponette e ben 98 tornanti! A turno, quasi tutti, “saggiamo” la consistenza del terreno…. La sicurezza lascia piuttosto a desiderare, coi punti più pericolosi malamente segnalati e per nulla bandellati,  situazione che in serata diverrà argomento di animata discussione tra i “top riders” e gli organizzatori.

 

E così, per provare la PS 2, non ci facciamo cogliere impreparati: breve “pit stop” alle auto e montiamo gomme “da fango” più consone al terreno, reso “insidioso” dalle piogge dei giorni prima. Ennesima risalita meccanizzata/misto spinta e via sulla PS 2, veramente fisica e impegnativa: un single trail ricco di radici e sassi.

 

La PS 3, la più difficile e complessa, salta per motivi organizzativi:  causa guasto alla funivia, non ci sarebbe stato il tempo di provarla e per motivi di sicurezza, su richiesta dei vari team, si decide di annullarla. La domenica pertanto si disputerà la gara solo su due PS (un po’ poche per essere una prova del nazionale…)!

 

Ci siamo alle 8 siamo tutti schierati al via, con la solita “bellezza” che ci contraddistingue e un caldo “assassino”. Io sono già in “fuorisoglia” prima ancora di partire, non perché sia carico per la gara, ma perché scopro che il Tagliaferri parte proprio dietro di me! Sti grankazzi!

 

Vabbè ci siamo, pronti, via, si parte. Il Tagliaferri “mi brucia” praticamente “in manual” sulla prima fetentissima rampa in salita, ottimo! Pratica “sorpasso” subito archiviata e così ognuno può fare la sua gara. Il Davide viene giù alla velocità della luce, nonostante si lamenti di andare piano, il Simone sfascia tutto nella foga della discesa (ed è costretto al ritiro), mentre il cinghialone del Vitto si difende egregiamente, nonostante qualche ruzzolata. Arriviamo giù! Un’ora e mezza di interminabile attesa per il CO e zero “mangime”, dicasi “zero mangime” ai punti di ristoro. Solo acqua e due banane da assumere per via “rettale”.

 

Si riparte per la PS 2, la più tecnica, una vera “spacca braccia”, con una percorrenza media di circa quindici minuti. Come sempre il Tagliaferri mi “infilza” come uno spiedo durante i primi concitati metri di discesa; ma non finisce qui, perché sul finire della due, quando sono praticamente “alla frutta”, mi salta fuori il Simo da una curva (in versione tifoso “pon pon”) incitandomi “coloritamente” a tirare di più: a momenti non mi infarto sul tracciato per lo spavento! “Li mortacci sua…”! Benissimo il Marco che chiude 28° assoluto e 3° di categoria e il Davide, 23° assoluto e 5° di categoria, a poco più di un minuto dalla zona podio, bravo! Si difende bene anche il Vittorio Manini che chiude con un dignitoso 63° assoluto. Fanalino di coda il sottoscritto Franz Selfy Holiday Savona, che chiude la comitiva in 91° posizione assoluta (su 100 arrivati e 126 partiti, vabbè…).

 

Organizzazione a parte, da dimenticare e non sempre all’altezza di un evento nazionale, la gara è stata bella, il posto merita e le discese meritano, lunghe e “intense”: insomma dei trail da “Enduro” vero! Gran compagnia e gran gas!” Ci si vede a La Thuille, per chi viene.

 

Franz Selfy Holiday Savona

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