Petosino, l’inferno di fango

Esordio stagione 2016 per il Gravity Team, 4 moschettieri si presentano domenica 13 nella bergamasca per la tappa numero 1 dell’Enduro Cup Lombardia: Alberto Stopani, Andrea Moroso, Mattia Tonatti e Alessandro Botta.
la pioggia caduta sul percorso nella notte tra sabato e domenica preoccupa non poco tutti i partenti, la PS3 bagnata è uno spauracchio che tutti temono. Gomme da fango montate al volo e si parte in una fredda e umida domenica mattina.

Tempi di trasferimento che avrebbero permesso anche ad un bambino di 5/6 anni di raggiungere in tempo utile lo start delle prove. Ma si sa… è la prima di stagione, non è che puoi pretendere che uno che pratica lo sport della bici e si iscrive ad una GARA sia minimamente allenato ad andare in bici….  “perchè guarda che se mi fai far fatica, alla prossima mi iscrivo nella categoria Ebike! .”e te sei un talebano fondamentalista”   “e poi si fa sport anche con il motore!”

…ma questa è un’altra storia!

Torniamo a noi:
Il fango che incontriamo nel primo tratto sterrato fa già capire che la giornata sarà moooooolto impegnativa. Si vedono bici piene di fango ancora prima di partire.
la PS 1 si presenta abbastanza gestibile nella prima parte, mentre il tratto nuovo, aggiunto quest’anno, comincia ad essere decisamente rischioso, rocce e radici la fanno da padrone il tutto con una pendenza più accentuata…  è davvero dura tenere i piedi sui pedali!
Il trasferimento dalla 1 alla 2 ci riempie le ruote facendole assomigliare a delle goffe Fat, tantissimo fango colloso si blocca nell’archetto forcella e nel carro, frenando in maniera preoccupate tutte e due le ruote.

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Si arriva alla PS2 e si prende ancora un bel pò di freddo, dato i tempi da gara podistica, anzì, da camminata del pomeriggio del centro geriatrico “Il Tramonto” di CasalPusterlengo.
La PS2 prevede un tratto centrale su gradoni di roccia che mi fa gelare il sangue, ovviamente tutti i tratti rocciosi sono coperti da un leggero strato di fango scivolosissimo riportato dai passaggi precedenti. Ma con jolly e miracoli si riesce a passare anche quello, spingendo poi a tutta nel secondo tratto di PS molto pedalato.
Al CO tutti cercano di lavare e togliere con mano, bastoni o quant’altro  il fango ormai secco che copre completamente ogni parte meccanica.
C’è una “leggera” tensione nell’aria perchè tutti sanno che di lì a poco dovranno dirigersi alla PS3, la più temuta e fangosa (anche in periodi secchi) della gara.
Con la partenza a pettorali invertiti  vedo gli ultimi numeri dal 265 in giù uscire dalla PS3, sono i primi a scendere e le loro condizioni sono pietose, ma scoprirò più tardi che in realtà loro erano i fortunati.
Il fango verso il numero 120/100 comincia ad asciugarsi diventando sempre più colloso, così mentre quelli con numeri alti staccano buoni tempi, per quelli da metà gruppo in poi è un delirio di ruote bloccate, madonne, bici impiantata, bici in spalla, cristi, bici sottobraccio, madonne, ruote smontate, bici da 30kg, cristimadonnecristi, scivoloni a piedi e tutto quanto può rendere improvvisamente ridicola e tragicomica una gara in MTB, ci si trova a percorrere a piedi, come una carovana di dannati uno in fila all’altro, quasi metà PS con serie difficoltà a reggersi in piedi.

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foto weekendwheels

I top riders (solo alcuni però) riescono comunque ad arrivare al traguardo in sella, quasi sicuramente per il fatto che non rallentando quasi mai il fango non aveva modo di bloccare i passaggi più stretti tra ruota e telaio. Per le polemiche e quanto doveva essere fatto e quanto non è stato fatto, vi rimando ai vari articoli on line e sui social.
In tutto questo delirio riescono ad emergere alla grande Andrea “Indu” Moroso e il nostro giovane Alberto, alla sua prima gara nell’importante categoria junior.

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Indu strappa un 17° tempo assoluto ed un importante 2° posto di categoria negli M1-2.
Ottimo piazzamento anche per l’Ingegner Tonati che chiude al 30° assoluto.

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Mentre la giovane manetta Alby VINCE la sua agguerritissima categoria e si colloca comodo in 18° posizione assoluta!

Un grandissimo risultato a prescindere dal pasticcio “3”, perchè i tempi nella 1 e nella 2 sono di alto livello e avrebbero comunque consentito al rider di Cambiasca di lottare fino alla fine per un gradino del podio.

Due risultati che danno morale alla squadra e che caricano maggiormente di attese il prossimo appuntamento dei primi di aprile. Ci si vede tutti a Pogno, dove il Team si presenterà al gran completo (o quasi) e se ne vedranno delle belle. Tutte le punte di diamante del Gravity saranno lì schierate, cariche come le sveglie, bellissime e con quella velata arroganza che fa sempre la differenza…

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